Chi siamo

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Chi siamo

Firenze 2004:Stefania e Massimo Nobile posano davanti a Pontevecchio

Massimo 

"A voler essere sinceri tutto nasce da un´idea che forse hai già dentro. La tieni nascosta per tanto tempo e un bel giorno decide di venir fuori spontaneamente e solo allora capisci che vuoi farlo. 

Se ci credi davvero sei anche incosciente e audace. 

A nulla sono valsi i tentativi di amici e parenti per dissuaderti dal farlo visto che il mondo è pieno di boccettine profumate e che molte passeranno nel dimenticatoio. 

 

Il coraggio? si ci vuole coraggio.. 

Tema del nostro ultimo profumo RUDIS. 

 

E  il coraggio come si dice passa attraverso la paura e il rischio. 

Attraversa l´ignoto e la voglia di conoscere. Supera il tempo ed i mezzi a disposizione. Vuole emergere a tutti i costi.

Anche mio padre, se fosse stato in vita, mi avrebbe sconsigliato.......Lasciare le certezze di una grande Maison per cui lavoravo?

 

Solo Stefania avrebbe potuto fermarmi se fosse stata contraria. Invece lei, stupendomi come sa e quando meno te l´aspetti mi disse "si costruiamola insieme. Io la vedo!" 

Così nasce la Nobile 1942.

 

Tutto ciò che facciamo lo scoprirete, se non lo avete già fatto, in queste pagine. 

 

Di mio nonno Umberto, del suo negozio del 1942 e di mio padre Benito e della lavanda dedicata a lui  si sa.

Rappresento la terza generazione di una famiglia molto coinvolta in questo mondo di forti emozioni profumate.

Ma ciò che è veramente importante è quello che questo passato ha lasciato dentro di me e come ne posso fare tesoro per il futuro. Il mondo scorre rapido e  si evolve alla velocità della luce. Ma la sensibilità per ciò che è bello, l´accuratezza dei dettagli, la ricerca della qualità sia del fare che dei rapporti interpersonali son cose che hai seminato nel tempo dentro di te. Un marchio di fabbrica. Il tuo marchio di fabbrica.

 

Quando ero in Chanel ho respirato l´area di una grande Maison  e ne sarei potuto rimanere abbagliato. Ma non è stato così.

Ero alla ricerca di valori in tutto tondo.

 

Oggi insieme a Stefania ci divertiamo a cercare artigiani in giro per l´Italia per offrire al nostro cliente un piccolo assaggio che la nostra tradizione artigiana è ancora in grado di fare. 

Le nostre creazioni parlano della nostra passione, del nostro impegno quotidiano nel volersi misurare in prima persona su tutto. 

È questo come fai a raccontarlo? Può un prodotto trasmettere tutto questo? Noi cerchiamo di fare il possibile perché tu che stai leggendo lo possa percepire. "

 

Stefania

Il nostro progetto ambizioso...

Spesso mi chiedono: "quale è stata la tua prima esperienza con i profumi?"

Ebbene la mia risposta sincera è nessuna. 

Quando Massimo mi ha chiesto voglio creare un profumo che rappresenti il buon gusto italiano, io ho detto creiamolo insieme. È stato immediatamente un si il mio che veniva dal cuore. 

Mi piacciono le sfide, amo le avventure e non ho paura di ciò che è nuovo. Ho lavorato per anni come export manager nel settore elettromedicale. Niente di più lontano... 

Il mio rapporto con i profumi? Ho indossato il mio primo profumo all´età di 16 anni quando Massimo mi ha regalato Casanova, un profumo italiano conosciuto da pochissimi che negli anni 80 ha avuto un incredibile  successo in medio oriente. 

In casa mia in bagno non c´era un profumo. Mia madre divenuta presto vedova aveva il suo da fare con 5 figlie da mantenere.

Ma ricordo che mia sorella di 12 anni più grande di me, ne aveva uno nel suo armadietto chiuso a chiave, dove preservava i suoi vestiti dall´assalto delle altre 4. Cabochard di madame Grès. Quando aprivi l´armadietto si sentiva l´odore.

Ecco perché poi per anni ho usato Coco di Chanel. 

Se desideri ottenere qualcosa nella vita ti dai da fare e colmi le tue lacune. Ed io l´ho fatto. Ora sono un´appassionata del mio lavoro. 

Studio tantissimo i concept dei nostri profumi. Studiare è davvero una passione per me. E quindi faccio ciò che davvero mi piace. 

La passione è ciò che mi accomuna a Massimo. La diversità è ciò che ci aiuta a crescere perché stimola il dialogo. 

La sua esperienza mi aiuta ad affrontare i problemi. Il mio entusiasmo lo aiuta a credere nei progetti che gli propongo e per i quali lui contribuisce con il suo supporto alla realizzazione."